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Daniela – Arbolito – Ecuador

Progetto di Innovazione Sociale

Marzo – Aprile 2017

“Sono Daniela, laureanda in Progettazione Architettonica presso il Politecnico di Milano, sono tornata da poco da Duran (Ecuador), dove mi sono recata in missione per coordinare la costruzione del complesso parrocchiale del quartiere periferico Arbolito. L'obiettivo principale di questa esperienza è stato quello di fornire nuove soluzioni progettuali per la Diocesi di San Jacinto, per l'edificazione della nuova chiesa parrocchiale Nuestra Senora del Perpetuo Socorro. La comunità dell'Arbolito è molto povera, le abitazioni sono fatiscenti, dei collage di diversi materiali di costruzione (da diverse tipologie di legno, cemento e acciaio), che non seguono alcuna logica compositiva, se non quella della necessità di protezione da agenti atmosferici e sicurezza personale. Come in tutte le realtà in via di sviluppo, la disparità sociale è evidente in maniera più intensa, ed ancor più lo si può notare nelle architetture residenziali: passiamo dalla realtà cittadina di Guayaquil, capitale finanziaria dell'Ecuador, (a pochi chilometri dal quartiere dell'Arbolito), a Duran, tra le quattro città più popolate dell'Ecuador, composta da gruppi di diversi “strati sociali” in cui, al livello più inferiore troviamo le realtà periferiche, tra cui l'Arbolito, in cui lo status sociale della famiglia, viene identificato anche a seconda del materiale costruttivo dell'abitazione (il legno è il materiale che identifica le famiglie meno agiate). La comunità è soggetta a diversi disagi, evidenti soprattutto durante la stagione delle piogge, è consuetudine infatti l'allagamento delle strade, e di conseguenza l'allagamento stesso delle case, in quanto spesso, prive di fondamenta (ad eccezione delle palafitte in legno- che sono comunque soggette ad altre tipologie di disagi-), e soprattutto perché, la forte suburbanizzazione fa in modo che si sviluppino prima i quartieri urbani piuttosto delle strade, con i conseguenti disagi dovuti alle errate costruzioni di entrambe.

Grazie alle competenze acquisite durante il mio corso di studi è stato facile comprendere i linguaggi architettonici utilizzati nella realtà in cui mi trovavo, e la grande sfida è stata quella di comprendere questo linguaggio e adattarlo al progetto architettonico: il vincolo principale di questo tipo di progettazione: realizzare uno spazio in cui la comunità possa identificarsi. La collaborazione con SIT, mi ha cambiata molto dal punto di vista umano: il grande cambiamento in termini di ritmi, di cultura, mi ha portato ad adattarmi e a regalarmi tanta energia e carica, tant'è che ora che sono tornata in Italia, ho iniziato a valutare un percorso lavorativo in cui possa mettermi in gioco, così come è avvenuto in Ecuador.”

Daniela

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